2 Responses

  1. Riccardo Chiarini
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    da veterano della maratona ascoltando le dichiarazioni a caldo della Straneo devo pensare che a bocce ferme qualcosa non è andato per il verso giusto, a tutti può capitare la giornata no e dopo il traguardo bloccando il cronometro con la testa svuotata è facile e normale avere uno sconforto morale dopo tanti sacrifici ma da vera professionista quale sei rivedi qualcosa con il grande coach e d’accordo con la Federazione fare un nuovo tentativo prima che termini la data per il tempo da fare che secondo me sei in grado di fare.
    Non mollare ora a meno che abbia già deciso con la famiglia..
    E’ capitato anche a me iniziare un po troppo veloce e finire con un tempo lunghissimo…aggiungo che gli errori sono il vero stimolo per una splendida prestazione.
    Per te…non è facile correre ad un ritmo controllato quando la mente vorrebbe andare almeno la prima parte a mille comunque Stefano saprà analizzare meglio tutto ciò.
    Chi ti scrive a 57 anni ha corso Firenze in 2°56′ e questo sia di sollievo a te che a 44 anni faresti scintille da sotto le suole, recupera e riparti che di stoffa ne hai da vendere.

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  2. Federico
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    Non so se sia più una questione di età oppure di vera motivazione. Personalmente, tendo più a propendere per la seconda ipotesi, poiché qui stiamo parlando di una grande atleta che ha raggiunto in carriera numerosi traguardi e che, per avere oggi dei risultati di livello internazionale deve sottoporsi ad un impegno fisico e mentale straordinario. Diverso sarebbe il caso in cui lei corresse per dimostrare a se stessa e agli altri di poter raggiungere certi livelli,non avendolo mai fatto prima. A volte le gambe non girano davvero e magari solamente qualche giorno prima ti sentivi forte… Certamente il fisico fa la sua parte ma la testa ha un potere straordinario di indurre il corpo a spingersi in aree di performance mai sperimentate e anestetizzare i segnali di fatica o di dolore, oppure di farti percepire la stanchezza di tutti gli allenamenti precedenti e togliere senso e motivazione allo sforzo che stai facendo. Io auguro con tutto il cuore a Valeria di trarre le valutazioni più corrette, in piena serenità e tranquillità, per il bene suo e di chi le sta vicino, partendo dalla consapevolezza di essere una grande atleta e un esempio per molti. E questo è e rimarrà vero, qualsiasi decisione prenda, anche nei modi e con lo stile che l’hanno sempre caratterizzata. In fondo correre deve darci gioia e soddisfazione e questa è la vera misura del fatto che stiamo vivendo lo sport nella maniera migliore. Forza grande Vale!

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